Matteo Papantuono & Claudette Portelli

Psicologi - Psicoterapeuti

Sedi: ANCONA, AREZZO, BOLOGNA,MALTA

 

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TERAPIA BREVE STRATEGICA SISTEMICA
BLOCCO DELLA PERFORMANCE

La paura è una delle sensazioni vitali, grazie ad essa l'uomo è riuscito a superare molti dei suoi limiti. Allertarsi di fronte a reali pericoli ci consente di affrontarli e di superarli. La paura diventa patologica quando ci impedisce di vivere e di fare quello che vorremmo, quando diviene pervasiva ed invalidante.

La semplice e sana paura se si evolve in maniera patologica diviene fobia: “un mostro....dal quale siamo poi spaventati e perseguitati” (G. Nardone, 2000)".

 

Come si manifesta il blocco della performance o disturbo della performance o ansia da prestazione?

Una persona bloccata non fa oppure non rende per quello che può (il caso del blocco della performance o disturbo della performance o ansia da prestazione).

In questi casi è proprio la strategia che aiuta nell'immediato che finisce per aumentare il blocco.

 

Quali sono le strategie fallimentari che anziché ridurre il problema finiscono per alimentarlo?

I tentativi di soluzione fallimentari messi in atto da chi ha un blocco della performance o disturbo della performance o ansia da prestazione sono:

evitamento,

controllo,

parlarne con persone vicine (che vogliono bene) ma non competenti;

chiedere aiuto;

cercare rassicurazioni;

mettersi alla prova;

razionalizzare: raccoglie informazioni, consultare testi, internet, ecc...per capirne di più.

Tutto ciò, anche se nell'immediato apporta sollievo, sembra salvare, in realtà nel tempo non solo lascia le cose come prima ma finisce per peggiorarle.

Come si evolve il blocco della performance o disturbo della performance o ansia da prestazione?

Il blocco della performance o disturbo della performance può toccare qualsiasi ambito. Nei casi di disturbo della performance la persona sperimenta un primo fallimento che innescherà il dubbio (“è finita la magia, non sono più capace...”) o la paura che tutto possa ripetersi. La persona cerca di porre rimedio al "disastro" ma dopo un po' si rende conto -quando la situazione non peggiora- che i tentativi messi in atto non portano da nessuna parte.

Nello specifico chi ha un blocco della performance o disturbo della performance, come i fobici, è intrappolato in una sorta di circolo vizioso, in cui:

“ora non sono pronto...., non sono sicuro..., lo faccio la prossima volta...". Sono quelle frasi che portano ad evitare: evitamenti che alimentano evitamenti! Evitamenti che allontanano sempre più da quello che si vuole, che aumentano l'incapacità e la paura;

nulla deve essere lasciato al caso! bisogna essere preparatissimi, prontissimi...avere il "controllo assoluto". Puntualmente, però, si scopre che si è trascurato ancora una volta qualcosa di importante. Consegue un aumento dell'ansia, la ripetizione di errori, si è costretti a rimandare;

si cerca l'auto-controllo, si finisce per rendere artificiale ciò che sarebbe dovuto essere naturale;  

si cerca di fare di più e/o con più rigore, seguendo l'idea: “se mi impegno di più e più seriamente sarò più pronto la prossima volta”. Si finisce per non affrontare e per trasformare un piacere in tortura;

se ne parlar con qualcuno in una maniera più o meno diretta (parenti, amici, colleghi, o anche sconosciuti) per essere capiti, per togliersi un peso, per cercare qualche forma di aiuto, per essere rassicurati: si scopre di non essere compresi a fondo e di non riuscire a trovare la forza in noi stessi.  

Chi si blocca?

Il blocco della performance può toccare:

lo studente che ad un certo punto della sua carriera (di solito verso la fine) pur studiando non riesce più a fare esami;

il partner sessuale che sul più bello fa flop,

l'atleta che pur essendo equipaggiato per sostenere e vincere  si tira indietro e non partecipa alla gara o non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale,

il  romanziere che di fronte al foglio bianco diventa un statua di sale,

la persona di successo terrorizzata all'idea di dover parlare ad un pubblico cosa che prima faceva con disinvoltura.

 

L'intervento.

Più che cercare di rispondere al “perché”, l'intervento strategico-sistemico punta a risolvere, a far superare il blocco.

Si lavora seguendo due vie in parallelo:

tecniche specifiche per combattere la paura e ridurre l'ansia;

in funzione delle caratteristiche proprie del blocco si mettono a punto tecniche, esercizi, che il paziente metterà in atto tra una seduta e l'altra.

La terapia si svolge ogni due settimane, in questi casi lo sblocco avviene dopo la seconda terza seduta.  

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Ultimo aggiornamento:  13-04-12